Haarkon: 48 ore in Belgio

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Siamo atterrati a Bruxelles la mattina presto e ci siamo fiondati sul treno a due piani che ci ha portati a nord della città, in un viaggio attraverso capi e fattorie circondati da un cielo blu terso. Dopo non molto siamo arrivati alla nostra prima tappa: il giardino botanico di Meise.

Qui abbiamo potuto vedere i giardini risvegliarsi dal sonno invernale con una esplosione di magnolie e boccioli che ci hanno guidati al Plant Palace di cui eravamo molto curiosi. Dopo aver girato in lungo e in largo le tredici serre del Meise ci siamo diretti nuovamente a Bruxelles. Qui abbiamo deciso di seguire i turisti diretti al Grand Place, una piazza opulenta, ora patrimonio dell’UNESCO, nata sul terreno dove nel 13esimo secolo si teneva il mercato principale. Ci siamo lasciati incantare dal sole del tramonto che ci ha accompagnati nel nostro viaggio verso casa.

Il secondo giorno è iniziato con un altro viaggio in treno, questa volta in direzione Ghent e Bruges, dove abbiamo vagato lungo le strade acciottolate in cui aleggiava il dolce profumo di cioccolato e waffles. In pieno stile Haarkon siamo andati a visitare il giardino botanico dell’università di Ghent. Una moltitudine di cartelli scritti in varie lingue ci ha fatto ricordare il ruolo fondamentale del Belgio in Europa e, come dei detective, abbiamo cercato di individuare quale fosse la direzione giusta per il nostro tour.

Bruges ci ha offerto un sole abbagliante riflesso nelle acque del canale e nelle vetrine.

Le nostre 48 ore in Belgio sono state caratterizzate da profumi dolci, i piedi stanchi ma felici, e lezioni di pensiero laterale quando si tratta di architettura.